giovedì 6 febbraio 2020

Promare - La recensione che nessuno ha chiesto

Parliamo un po' di Promare, l'ultimo film dello Studio Trigger, già famoso per Tengen Toppa Gurren Lagann e Kill la Kill (e questi due anime non sono citati a caso).
L'ultimo lungometraggio è una botta di adrenalina continua, una scarica di energia che va solo ad aumentare man mano che il film scorre; dopo una premessa relativamente tranquilla, sia dal punto di vista narrativo che da quello visivo, che ci introduce brevemente nella storia spiegandoci come siano nati i Burnish e cosa abbia comportato la loro presenza nel mondo, veniamo subito gettati nell'azione più frenetica. La storia fa infatti un salto di 30 anni buttandoci senza alcun preavviso dritto in mezzo ad un'esplosione di colori, luci e suoni; ci ritroviamo in medias res in una missione della squadra di pompieri Burning Rescue, già in azione per spegnere un incendio come solo un gruppo di professionisti saprebbe fare.

Con un bel robot gigante, perché stiamo appunto parlando di Trigger

La trama è avvincente e ci tiene incollati allo schermo senza mai rallentare in un crescendo continuo di emozioni e citazioni perché sì, il punto forte di quest'opera è di sicuro la quantità di auto-tributi che Trigger stessa si rivolge. A partire dal carismatico protagonista Galo Thymos, che ricorda sia nell'aspetto che nel carattere da completo idiota il Kamina "protagonista" di Gurren Lagann, fino al suo stesso equipaggiamento che (senza fare troppi spoiler) strizza l'occhio all'omonimo robot della serie appena citata ma anche a Matoi Ryuko protagonista di Kill la Kill; come ho detto all'inizio della recensione Gurren Lagann e Kill la Kill vengono citati perfino dal trailer stesso del film, i lavori nati dal duo Hiroyuki Imaishi (alla regia) e Kazuki Nakashima (alla sceneggiatura) compaiono ovunque all'interno di Promare mascherati in abili quanto frequenti citazioni. Per i fan delle due serie è di sicuro una cosa apprezzatissima che non fa altro che fomentare l'entusiasmo già fornito dal film stesso, si arriva al punto in cui si inizia a fare a gara a chi ne riconosce di più aspettandosi da un momento all'altro che spunti fuori anche una trivella giusto per rendere la cosa ancora più palese.

Un po' di somiglianza in più e si sarebbero potuti autodenunciare per plagio

Ad affiancare Galo poi troviamo Lio Fotia, comandante dei Mad Burnish e rivale del nostro già adorato protagonista; un personaggio diametralmente opposto perché, mentre Galo fa quel che fa perché la sua anima "arde" dalla voglia di fare quello che lui ritiene sia giusto, Lio segue una sua precisa morale e ogni sua azione segue delle necessità ben precise. Oltre ad avere la theme più bella di tutto il film.
Intorno a questi due personaggi c'è poi un cast che, escluso quello che si rivelerà essere il (palese) vero cattivo del film, non riesce a brillare molto proprio a causa della frenesia del film; alcuni personaggi secondari hanno infatti un loro minimo spazio e riescono a rimanere nella memoria dello spettatore mentre altri si limitano ad essere delle mere comparse con un paio di linee di dialogo e un design citazionistico, un vero peccato visto il potenziale inespresso forse a causa della durata del film e dal ritmo frenetico che non permette troppi approfondimenti.
Nonostante ciò la trama, per quanto semplice ma estremamente efficace, riesce a svolgersi senza buchi e permettendo perfino un'evoluzione psicologica di Galo e Lio; insomma per quanto sia un'opera che punta certamente tanto sulle sue continue citazioni, il film è godibile anche da chi (per sua sfortuna) non ha mai visto le altre opere della Trigger.

La tamarraggine si può sentire in ogni singolo fotogramma di questo film

Dal punto di vista visivo e musicale poi il film è uno spettacolo, la colonna sonora è infatti opera di Hiroyuki Sawano (già famoso per le musiche composte in altri prodotti di animazione e videogiochi) ed è azzeccatissima con lo spirito del film, la sua theme song principale "Inferno" con il suo testo già trasmette tutte le emozioni che il film sarà in grado di regalarci; la vera perla musicale è però la theme song di Lio "Kakusei" eseguita dai Superfly, veramente particolare e con un ritornello che entra subito in testa e difficilmente ne esce. 
Dal lato delle animazioni poi si trova un sapiente uso della GCI che ben si integra col resto del film senza apparire troppo strana o forzata, i modelli poligonali tridimensionali inoltre non solo riescono a mescolarsi benissimo nel film ma anche a formare un netto contrasto fra le fiamme che tutto bruciano (rappresentate principalmente con figure triangolari e spigolose) e il ghiaccio dei pompieri (formato da parallelepipedi perfettamente lisci e ordinati).
Nota di merito poi anche per il doppiaggio italiano: Maurizio Merluzzo riesce a cogliere alla perfezione lo spirito di Galo Thymos e a riproporlo altrettanto bene con la sua voce, altrettanto formidabile anche Alessio Puccio nella sua interpretazione di Lio Fotia che risulta sempre calzante e mai forzato; ultimo, ma non certo per importanza, Andrea Ward che riesce ad adattare alla perfezione la sua voce rendendo ogni sfumatura del personaggio che interpreta.

Questo sono io durante le ultime scene del film

Per concludere: Promare è un film che sicuramente piacerà a chiunque abbia apprezzato Gurren Lagann e Kill la Kill, ma è in grado di intrattenere e risultare piacevole anche chi non ha mai sentito parlare di queste opere; uno spettacolo per gli occhi e per le orecchie da gustarsi sapendo che è un tributo dello Studio Trigger a se stesso, ma uno che di sicuro non dispiacerà ai fan delle loro opere.


VOTO: 9.5/10

"L'unica cosa che deve ardere è la tua anima!

giovedì 23 gennaio 2020

L'importanza del primo post

Il primo post in un blog è importante, come se fosse il tuo biglietto da visita, i primi tempi in cui il blog è aperto e c'è ancora poco materiale tutti lo guardano per capire bene dove sono finiti e cosa aspettarsi; poi col tempo e col crescere del blog diventa come quelle foto imbarazzanti di te da piccolo che risaltano puntualmente fuori alle cene coi parenti, la gente si va a cercare i tuoi primi post per vedere cosa e come scrivevi e sperando nel cringe più assoluto perché (diciamocelo) fa sempre ridere vedere i primi passi di qualcuno.
E quindi cosa dovrei scrivere? Dovrei scrivere che ho aperto questo blog ai tempi dell'annuncio di un nuovo film di Dragon Ball (La Battaglia degli Dei) ormai sette anni fa? O che appunto ci ho messo così tanto solo per fare un post praticamente vuoto? Beh penso sia chiaro che qualsiasi cosa io scriva, se questo blog non prenderà piede, sarà destinato a rimanere in un angolino buio e dimenticato del web.
Quindi bando alle ciance, via l'ansia e sotto con i post; non diventerò di certo il blogger numero uno in Italia, quindi non ha senso preoccuparsi del primo post... tanto più che quello imbarazzante sarà probabilmente il secondo!